Un impianto funzionante ed efficiente garantisce la sicurezza dell'utenza, del proprietario oltre che dello stesso manutentore.
Oggi si parla tanto di sicurezza degli ascensori e della regolarità del Decreto Scajola del 26 ottobre 2005, riguardante la direttiva 81-80 sulla messa a norma degli ascensori preesistenti.
Sono noti i fatti del ricorso al TAR da parte di Confedilizia che ha impugnato il suddetto decreto, anche paventando business non indifferenti.
Nessuno però ha evidenziato il basso grado di sicurezza degli ascensori preesistenti ed i conseguenti rischi che corrono i milioni di utenti che ogni giorno utilizzano questi impianti, ormai obsoleti.
Se da un lato sussistono dei costi a carico dei condomini, è auspicabile che lo Stato o le stesse Regioni prendino in considerazione una eventuale incentivazione. Non bisogna trascurare il lato fondamentale che deve essere una priorità su tutto il resto: LA SICUREZZA.
Sebbene impugnato, non dimentichiamo che il Decreto Scajola, resta pur sempre, nei suoi contenuti, una norma di buona tecnica.
Non dimentichiamo mai che un ascensore è una macchina complessa, sospesa verticalmente, che non può essere guidata come una normale automobile. Una volta premuto il tasto del piano, si muove in completa autonomia: una macchina perfetta dove tutto è collegato alla perfezione.
Ma se qualcosa non è in ordine e non dovesse funzionare, si potrebbero verificare degli inconvenienti, a volte irrimediabili.
Non c'è bisogno di andare tanto lontano: basta guardare le statistiche degli incidenti.
Non vogliamo fare allarmismo, ma far riflettere l'opinione pubblica e tutti i milioni di utenti che utilizzano l'ascensore che la sicurezza rappresenta la priorità assoluta, che va tutelata ad ogni costo.