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Rincari luce e gas

tecnologie avanzate - Fotovoltaico

Secondo quanto anticipato dalle stime dell’Ansa Nomisma Energia, da gennaio le tariffe di luce e gas potrebbero aumentare rispettivamente del 4,8% e del 2,7% apportando alla spesa annua un aumento di oltre 53 euro. Entro fine anno si attende l’aggiornamento per l’energia dell’Authority .
Considerando che dal primo gennaio le tariffe elettriche aumenteranno del 4,8%, l’esperto tariffario di Nomisma Energia, Davide Tabarelli spiega che un aumento di 0,8 centesimi a chilowattora per una famiglia tipo (2.400 chilowattora consumati l'anno e 3 kw di potenza impegnata) si tradurrebbe in un aumento di 21,5 euro su base annua.
Del 2,7% l’aumento atteso invece per il gas, che corrisponde a dire 2,3 centesimi al metro cubo che per la stessa famiglia tipo(1.400 metri cubi di metano consumati in un anno) comporterà un aggravio di quasi 32 euro annui.
In poche parole l’aumento atteso per la luce sommato a quello del gas rischia di tradursi in un boccone amaro da buttar giù di oltre 53 euro l’anno.

 

Risparmio energetico

tecnologie avanzate - Fotovoltaico

 

 

Kit di trasformazione FTK
15/20 per trasformare
qualsiasi plafoniera in
plafoniera a led

 

Specifiche tecniche
Con 15/20 led da 1w 110-120 lumen cad. Alimentazione 230V ca.Dimensioni Diametro 225/285 mm, spessore 10 mm. Montaggio
Il kit è comprensivo di alimentatore ed elettronica. Basta alimentarlo e fissarlo con 4 viti, oppure con tre viti oppure con perno centrale (10mm passo luce).

 

Plafoniera a soffitto circolare

FT40 da 20 W


Specifiche tecniche
Plafoniera con corpo in metallo e schermo in vetro per illuminazione ambienti, equipaggiata con 20 led da 1 W 90/100 lumen ed alimentatore sovradimensionato da max. 60 W, al fin di garantire un basso riscaldamento. (230V - 50 Hz - 24W*) Dimensioni Diametro 400 mm.

 

 

 

Plafoniera applique FT AP.
Specifiche tecniche

Applique con corpo in metallo e schermo in vetro per illuminazione ambienti, equipaggiata con 4 led da 1 W 90/100 lumen ed alimentatore ovradimensionato da max. 12 W, al fine di garantire un basso riscaldamento. (230V - 50 Hz - 5W*) Dimensioni Larghezza 250 mm.

 

Plafoniera per ascensore a
soffitto circolare FT1 da 6 W

Specifiche tecniche
Plafoniera con corpo in ABS e policarbonato per cabine mobili ascensore provvista di alimentazione di emergenza 1,5 h assicurata da batterie ricaricabili al metal ioduro  senza effetto memoria ed equipaggiata con 6 led da 80 lumen cadauno da 1 W. In posizione stand-by l’illuminazione è ridotta e raggiunge il massimo con cabina ascensore in movimento. Consumo 3 W in stand by e 6 W al massimo della potenza. Provvista di
alimentatore con marchi di qualità e marchio CE e a doppio isolamento senza necessità di conduttore di terra. (230V - 50 Hz - 10W*) Dimensioni
Diametro 300 mm.

 

 

 

Plafoniera a soffitto
circolare FT 30 da 15 W.

Specifiche tecniche
Plafoniera con corpo in metallo e schermo in vetro per illuminazione ambienti, equipaggiata con 15 led da 1 W 90/100 lumen ed alimentatore
sovradimensionato da max. 60 W, al fin di garantire un basso riscaldamento. (230V - 50 Hz - 24W*) Dimensioni Diametro 300 mm.

 

 

 

Lampade a led, a siluro, micromignon, E14
Per pulsantiere ascensori, citofoni, loculi.
Funzionamento 12V.—24V. c.c. e/o c.a.

Caratteristiche tecniche del prodotto

Il LED è la sorgente luminosa del futuro. Il LED (Diodo Emettitore di Luce) ha un rendimento luminoso più alto delle convenzionali sorgenti luminose
ed una vita dalle 10 alle 50 volte superiore alle attuali sorgenti; la vita è compresa tra 50.000 e 100.000 ore di funzionamento. I corpi illuminanti
che usano led hanno un'emissione di calore inferiore agli altri tipi. Per contro il led crea problemi in quanto la sua altissima luminosità è concentrata in una piccola superficie e può essere fastidioso ad una vista diretta, per cui è necessario schermarlo. In questo modo si limita il passaggio della luce. Ma per i nostri modelli abbiamo scelto configurazioni  di plafoniere e materiali tali da minimizzare l' effetto puntiforme e superare il problema.

LED breve storia

In elettronica LED è l'acronimo di Light Emitting Diode (diodo ad emissione luminosa). Il primo LED è stato sviluppato nel 1962 da Nick Holonyak Jr..
Si tratta di un dispositivo optoelettronico che sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni attraverso il fenomeno dell'emissione spontanea ovvero a partire dalla ricombinazione di coppie elettronelacuna. Si vede nel riepilogo dei risultati che il confronto è molto favorevole al led. Abbiamo considerato un corpo illuminante con 15 led da 15 W. La nostra scelta su LED singoli da 1 W 90/100 Lumen è dovuta
ad un compromesso tra il numero dei led usati ed il rendimento che per elementi di potenza superiore si riduce anche di molto. I modelli attualmente
in produzione sono da 4 W, 15W , 21W e per ascensori da 6 W. Su tutti i nostri modelli sono usati alimentatori di potenza molto superiore a quella necessaria, in modo da assicurare una più lunga vita.

 

* solo la sorgente luminosa senza il costo
della plafoniera.
** prezzo annuo comprensivo di costo
sorgente luminosa + interventi + consumo
energia elettrica.

 

Green Economy: un marchio di qualità

tecnologie avanzate - Fotovoltaico

 

Rete Green Economy: un marchio di qualità per le imprese CNA

CNA Roma ha presentato il progetto “Rete della Green Economy”, il marchio di qualità per le aziende operanti nel settore della sostenibilità ambientale, dell’efficienza e del risparmio energetico

 

Il progetto “Rete della Green Economy”, presentato il 15 giugno, presso lo Spazio Informale a Roma, è la nuova iniziativa ideata e realizzata da CNA di Roma, con il contributo della Camera di Commercio di Roma e che ha come obbiettivo sostenere e promuovere, nella Capitale, la sostenibilità ambientale, l’efficienza ed il risparmio energetico.

Il progetto prevede la creazione di un “marchio di qualità volontario” attraverso il quale CNA intende qualificare la rete delle imprese che operano nel settore dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale e si occupano di solare termico, solare fotovoltaico, caldaie a condensazione e riqualificazione edilizia in termini energetici. Obiettivo del marchio è alimentare e diffondere la cultura dell’energia “verde”, migliorare la qualità dell’ambiente e offrire ai cittadini l’opportunità di affidarsi a delle aziende qualificate e certificate in termini di professionalità e riconoscibilità.

Scegliendo la “Rete della Green Economy” i cittadini potranno infatti migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, risparmiando sulla bolletta di luce e gas e contribuendo, al tempo stesso, a ridurre l’inquinamento e a migliorare l’ambiente.

Energia “green” significa vivere meglio, dentro e fuori casa. Un vantaggio che sarà possibile semplicemente prediligendo l’utilizzo di un pannello fotovoltaico, un impianto solare termico, una caldaia a condensazione o riqualificando in termini ecologici la propria casa. Scegliendo un operatore certificato dal marchio della “Rete della Green Economy” i cittadini potranno inoltre contare su più garanzie, più qualità, più trasparenza, più professionalità, più competenza tecnica e più tempestività negli interventi.

La qualificazione delle aziende appartenenti alla “Rete della Green Economy” sarà, difatti, garantita dall’obbligatorietà del percorso formativo istituito appositamente per le imprese che vogliono entrare a far parte del network a marchio green, da un Codice di Autoregolamentazione e da una Commissione di Vigilanza che sarà incaricata di vigilare sul corretto rispetto delle regole.

Alla conferenza stampa sono intervenuti:

Lorenzo Tagliavanti – Direttore CNA di Roma; Marco Visconti – Assessore all’Ambiente del Comune di Roma; Michele Civita - Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela Ambientale della Provincia di Roma; Patrizia Luberti – Vice Segretario generale della CCIAA di Roma – Erino Colombi – Presidente della CNA di Roma; Francesco Toso - CRESME, Centro di Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio; Guido Pesaro – Responsabile Nazionale CNA Impianti.

Per Lorenzo Tagliavanti - Direttore della Cna di Roma -"siamo preoccupati per le recenti dichiarazioni rese dal Ministro Tremonti in merito alla manovra fiscale, in quanto ha dichiarato di voler procedere ad un non meglio precisato taglio delle detrazioni. Ci auguriamo che tale misura non coinvolga le detrazioni fiscali del 55%, poiché ciò  interromperebbe il processo virtuoso di riqualificazione energetica".

Per Erino Colombi - Presidente della Cna di Roma - "un progetto importante, che mette le nostre imprese al centro di un'azione di rinnovamento che coinvolge  cittadini, imprese e società".

Nel corso dell’evento, CNA Roma ha presentato anche il sito internet dedicato all’iniziativa, www.cnagreen.it , creato per offrire ai cittadini informazioni utili in merito al funzionamento del  progetto “Rete della Green

Economy” e l’elenco di tutti i settori interessati. In un’apposita sezione del sito, sarà anche possibile visionare l’elenco di tutte le aziende, oggi già 70, che aderiscono al network, con indicazioni su denominazione societaria

e contatti, per scegliere quella di proprio interesse ed affidarsi ad un operatore certificato dal marchio. Infine, gli utenti potranno informarsi su tutti i vantaggi di cui è possibile beneficiare scegliendo di riqualificare la propria abitazione in termini energetici (detrazione fiscale dell’IRPEF fino al 55%, Incentivi sul fotovoltaico, ecc..).

La conferenza stampa ad Impatto Zero®, è stata organizzata in collaborazione con LifeGate (www.lifegate.it ), che si occuperà di compensare le emissioni di CO2 generate dall’evento, contribuendo alla creazione e tutela di foreste in cresita. LifeGate è advisor e network di sostenibilità e promuove uno stile di vita e un modello di business rispettoso delle persone e dell'ambiente. Inoltre, sempre con il supporto di LifeGate, saranno compensate anche le emissioni generate dal sito dedicato all’iniziativa www.cnagreen.it .

 

IMPIANTI FOTOVOLTAICI: Disciplina urbanistica comunale

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Massimo Civitareale

 


Il corretto fine e onere di tutelare il paesaggio non può tradursi in un indifferenziato o generalizzato divieto di installazione di impianti fotovoltaici nella quasi totalità delle aree agricole del Comune (TAR Piemonte).

Impianti fotovoltaici - Disciplina urbanistica comunale
Indifferenziato divieto di installazione - Illegittimità - Autorizzazione ex art. 12 d.lgs. n. 387/2003 - Valenza di variante urbanistica

Sintesi
Il corretto fine e onere di tutelare il paesaggio non può tradursi in un indifferenziato o generalizzato divieto di installazione di impianti fotovoltaici nella quasi totalità delle aree agricole del Comune e prescindendo da peculiarità specifiche delle aree, poiché tali impianti sono comunque oggetto di particolari discipline incentivate a più livelli.
Ne deriva la correttezza della scelta della Provincia, amministrazione procedente, di disattendere la disciplina urbanistica comunale che produca un simile risultato, invocando anche la specifica valenza di variante urbanistica del procedimento di cui all’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003.

Analisi della sentenza
Il Comune ricorrente ricorre al TAR impugnando l’autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia di Cuneo ad un’azienda interessa alla costruzione di un parco fotovoltaico nel suo territorio ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. 387/2003.
IL comune adduce quattro motivi per il ricorso.
Con il primo motivo di ricorso il Comune evidenzia che l’area scelta dall’azienda per l’impianto fotovoltaico è un’area a destinazione agricola. Pur prevedendo il d.lgs. 387/2003 all’art. 12 una sorta di generale compatibilità di questa tipologia di impianti con le aree a destinazione agricola, la medesima norma prescrive anche che, nell’ubicazione delle strutture, si tenga conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo e della valorizzazione delle tradizioni agro-alimentari locali, della tutela della biodiversità, del patrimonio culturale e del paesaggio rurale. Nell’attesa dell’adozione di linee guida nazionali prescritte sul punto dal d.lgs. 387/2003, il Comune adottava una variante del piano regolatore che vietava la realizzazione degli impianti in oggetto sui terreni agricoli di capacità d’uso dei suoli.
Il Collegio giudicante: evidenzia come il Comune, oltre a non essere l’unico soggetto in conferenza di servizi portatore di un interesse ambientale e paesaggistico, pur essendo stato l’unico ad esprimere dissenso, non possa invocare un documento che argomenta in termini generali, senza offrire elementi specifici e concreti del pregio della particolarità dell’area interessata.

Con il secondo motivo di ricorso si contesta la classificazione agricola dell’area interessata ascritta dal ricorrente alla classe II (di maggior pregio) e dalla Provincia e dall’azienda alla classe III.
Il Collegio giudicante: la conferenza di servizi è risultato che il terreno, secondo la classificazione aggiornata al settembre 2009 dalla Regione Piemonte, che è il soggetto sul punto competente, è effettivamente quella di classe III.

Con il terzo motivo di ricorso il Comune evidenzia che alcune strade dell’area in questione sono state beneficiarie di finanziamenti nell’ambito del PSR 2001-2006, con connesso vincolo di destinazione ad uso agricolo.
Il Collegio giudicante: il vincolo in questione è sulla rete viaria e non sui terreni, che non sono comunque gli unici collegati dalle reti viarie interessate dal finanziamento.

Con il quarto motivo di ricorso il Comune contesta che non siano stati acquisiti nelle forme necessarie i prescritti pareri resi da RFI e ANAS per le parti di progetto interferenti con strutture di pertinenza.
Il Collegio giudicante: dalla documentazione prodotta in atti si evince che, anche successivamente al rilascio dell’autorizzazione, nessun ulteriore problema è sorto rispetto alle due competenze in contestazione.

 

 

 

Fotovoltaico: Consumo e sostenibilità

tecnologie avanzate - Fotovoltaico

Fotovoltaico

Il consumismo è una pratica autodistruttiva e la principale minaccia alla nostra sicurezza non è rappresentata da gruppi terroristici, ma dal dissesto dell'ambiente. Trasformare radicalmente la nostra cultura è possibile: dobbiamo fare in modo che la sostenibilità diventi una regola di vita. Questo in sintesi ciò che afferma il rapporto 2010 "State of the World" del Worldwatch Institute, di cui il WWF Italia ha curato l'edizione italiana.

Lo scorso marzo WWF Italia ed Edizioni Ambiente in collaborazione con la cattedra di Sociologia del Lavoro delle Facoltà di Scienze della comunicazione dell'università la Sapienza di Roma, hanno presentato l'edizione italiana di "State of the World 2010"- Trasformare la cultura del consumo. Il rapporto annuale del prestigioso Worldwatch Institute. Fondato nel 1974, il Worldwatch Institute è considerato uno fra i più autorevoli centri di studi interdisciplinari sui trend ambientali del pianeta. L'istituto ha come obiettivo quello di favorire il passaggio verso una società sostenibile, in cui dare risposta ai bisogni umani senza minacciare la sopravvivenza dell'ambiente naturale e le prospettive delle generazioni future. Il volume che in Italia è curato da Gianfranco Bologna (direttore scientifico del WWF Italia, quest'anno affronta il cruciale tema dell'insostenibilità dell'attuale società consumistica e della necessità di una profonda trasformazione culturale che faccia rotta verso una società sostenibile. Lo stile di vita consumistico assunto a modello dominante è assolutamente autodistruttivo perchè incompatibile con limiti biofisici degli ecosistemi terrestri , delle risorse che essi ci possono offrire e della capacità di assorbire i nostri scarti. La comunità scientifica ha ormai ben chiaro come non sia possibile consentire di estendere l'attuale stile di vita dei Paesi ricchi a tutta la popolazione mondiale che già oggi conta 6,8 miliardi di individui e che nel 2050 dovrebbe arrivare a superare i 9 miliardi. Eppure afferma Gianfranco Bologna, si continua a vivere in un sistema culturale permeato sul perseguimento di una continua crescita, materiale e quantitativa e su modelli di uso delle risorse basati sul sovraconsumo, con il risultato di pesanti effetti deleteri di tipo economico, sociale e ambientale.

Negli ultimi cinque anni, i consumi sono aumentati vertiginosamente con un trend che supera ampiamente quello di crescita della popolazione. All'aumento dei consumi corrisponde una maggiore estrazione del sottosuolo di combustibili fossili, minerali e metalli, più alberi tagliati e più terreni coltivati spesso per alimentare il bestiame, poichè all'aumentare dei livelli di reddito corrisponde una crescita dei consumi di carne. Tanto per fare un esempio, tra il 1950 e il 2005 la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio è aumentato di otto volte e quello di gas naturale di quattordici. Complessivamente ora si estraggono 60 miliardi di tonnellate di risorse l'anno: circa il 50% in più rispetto a solo 30 anni fa. Oggi quotidianamente un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88. A livello globale, ogni giorno l'umanità preleva dalla Terra risorse con le quali si potrebbero costruire 112 grattacieli delle dimensioni dell'Empire State Buildin di N.Y. Come ricordano gli studiosi del WorlldWatch  Institute, gli esseri umani si sono strutturati in sistemi culturali che li hanno plasmati e vincolati.

Le norme, i simboli, i valori e le tradizioni culturali con cui un individuo cresce diventano naturali. Perciò chiedere a chi vive in culture di tipo consumistico, di limitare i propri consumi è come chiedere loro di ammettere di respirare: possono farlo per un pò ma poi ansimando, inspireranno nuovamente. Come ricorda il presidente del Worldwatch Institute, Christopher Flavin, viaggiare in auto o in aereo, vivere in grandi case, usare l'aria condizionata non sono scelte in declino, ma sono parti integranti della vita, almeno secondo le norme culturali presenti in un numero crescente di culture del consumo a livello globale. Pur sembrando naturali a chi appartiene a quelle realtà culturali, questi modelli non sono ,,  come ci dismostra la notevole quantità di dati accumulati dalla conoscenza scientifica, nè sostenibili, nè possono definirsi manifestazioni innate della natura umana. Infatti si sono sviluppati nel corso di molti secoli e oggi si promuovono e diffondono a milioni di persone nei paesi in via di sviluppo.

 
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