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Caldaiette individuali e scaldabagni

PostDateIcon Giovedì 20 Maggio 2010 15:34 |

Entrambi questi apparecchi non possono essere installati:

- in locali con pericolo d'incendio;

- in lcali che sono parti comuni dell'immobile, tipo pianerottolo delle scale.

Le norme tecniche ne identificano tre tipi:

tipo A, a focolare o fiamma aperti, senza scarico tradizionale;

tipo B, a focolare o fiamma aperti, ma con condotto scarico;

tipo C, a focolare, afflusso d'aria e scarico a tenuta stagna rispetto al locale in cui sono installati.

 

Al tipo A appartengono ormai solo le stufe catalitiche, cioè quelle stufe che includono all'interno una bombola a gas liquefatto (Gpl).

Al tipo B appartengono la  grande maggioranza delle caldaiette individuali e degli scaldabagni a gas.

Al tipo C appartengono i nuovi tipi di caldaie e apparecchi individuali (scaldabagni, stufe,radiatori,generatori di aria calda).

 

Gli apparecchi del tipo A non possono essere utilizzati in bagno, in camera da letto, in locali con volume minore a 12 metri cubi.

Nei locali dove funzionano devono esistere non una, bensì due aperture di ventilazione con le stesse caratteristiche previste per quella della cucina. Le aperture devono  inoltre essere:

- una in basso per l'afflusso dell'aria

- una in alto, per lo scarico dei fumi.

Devono essere dotati di un dispositivo di spegnimento automatico in caso di carenza di ossigeno nel locale.

Le stufe catalitiche hanno anche limiti di potenza e chi le usa deve fare molta attenzio da chi compra la bombola. Sono capitati infatti dei casi di intossicazione mortale da gas, causata dal fatto che chi riempiva la bombola stessa evitava volutamente di odorizzare il gas per ricavare dalla vendita un maggior guadagno. Il gas è di per sè inodore: il tipico puzzo che si avverte è dato dall'aggiunta di sostanze che segnalano a chi lo usa le fuoriuscite, in mod da permettergli di aerare i locali.

La vendita di gas inodore è un'azione criminale possibile solo nel ristretto mercato dell bombole a gpl, che chiunque può riempire senza che siano possibili controlli: è impensabile che vi sa coinvolta un'azienda di certa dimensione o addirittura una autorizzata localmente alla distribuzione. Le stesse prescrizioni di sicurezza sui locali previste per gli apparecchi di tipo A sono valide anche per:

- gli scaldaacqua istantanei con portata termica fino a 11KW

- gli scaldacqua ad accumulo con capacità fino a 4,64 KW.

- le caldaiette con portata termica fino a 3,5 KW.

Tutti questi apparecchi hanno in comune con le caldaiette di tipo A il fatto di poter non avere condotti di fumi di scarico.

 

Gli apparecchi del tipo B sono i più diffusi; non possono essere utilizzati:

- in camera da letto

- in locali da bagno se il loro volume è minore di 20 metri cubi e comunque se il loro volume minore di 1,5 metri cubi per ogni Kilowatt di potenza della caldaia.

Deono sempre scaricare in un camino o in una canna fumaria individuale o, infine, in un camino o una canna fumaria collettiva, ma a patto che serva solo altri apparecchi alimentati con lo stesso tipo di combustibile.

Devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza che interrompa l'afflusso del gas in caso di rigurgito dei fumi. Se sono costruiti per essere installati all'esterno degli edifici, devono essere potetti dagli agenti atmosferici secondo certe regole di legge.

Ovviamente anche in caso di caldaie individuali deve esistere l'apertura di ventilazione, proporzionale alla potenza di tutti gli apparecchi presenti del locale.

 

Gli apparecchi del tipo C sono a tenuta stagna, cioè prelevano aria dall'esterno e scaricano i fumi sempre all'esterno; se sono installati secondo le norme, non esistono prescrizioni per la ventilazione dei locali dove sono posti.

Possono cioè essere messi ovunque, anche in bagno o in camera da letto.

Le caldaiette a tenuta stagna più diffuse pescano l'aria e scaricano i fumi attraverso fori praticati direttamente nelle pareti. Più recenti sono quelle che si servono di particolari canne fumarie collettive, diverse da quelle utilizzate per gli apparecchi di tipo B.

Le normali caldaie individuali funzionano a metano. Possono essere però di tipo tradizionale o a condensazione.

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